Chissà se è scappata anche qualche riflessione sui nuovi risvolti americani per l’Inter, ieri, tra l’ad Beppe Marotta e Urbano Cairo, patron del Torino e ad e presidente di Rcs, mentre erano seduti al Sant Ambroeus, storica pasticceria milanese alle spalle di Piazza San Babila. In mattinata non era ancora scoccata “l’ora X” per Steven Zhang, chiamato entro le 17.00 a trovare nuova finanza per saldare il debito da 385 milioni di euro (compresi gli interessi) che aveva contratto nel 2021 con il fondo Oaktree.
È bastato poco affinché, superata la deadline, iniziassero a circolare indiscrezioni sull’avvenuta escussione da parte del fondo Usa. Tali però sono rimaste, perché fino alla serata di ieri nessuna comunicazione ufficiale è arrivata da parte della proprietà né del club nerazzurro, laureatosi campione d’Italia quest’anno per la ventesima volta nella sua storia. Un motivo in più, fa notare qualcuno, per supporre che alla fine Zhang non sia riuscito a trovare le risorse necessarie a mantenere la proprietà del club. Altrimenti perché non comunicarlo subito? Dall’altro canto, però, nemmeno Oaktree ha ufficializzato l’avvenuta escussione del pegno, inducendo qualcuno a sostenere che i termini reali scadessero a mezzanotte e non alle cinque del pomeriggio. Che una comunicazione possa avvenire oggi? Si vedrà.
Sicuramente da giorni, come emerso da indiscrezioni stampa, gli americani sembravano aver messo spalle al muro l’imprenditore cinese, lanciando così un chiaro messaggio sull’inevitabile epilogo della partita. Senza tante sorprese dunque, l’Inter passerà al big americano che gestisce 192 miliardi di dollari di masse e che a sua volta è controllato dal fondo canadese Brookfield, che nel 2019 ha comprato il 62% di Oaktree con un’opzione per salire al 100% nel 2029.
La vera domanda resta una: cosa cambierà per la squadra? Con buone probabilità nulla. La dirigenza dovrebbe essere riconfermata (forse ampliando leggermente i poteri di Marotta), mentre sarà nominato un nuovo cda (nell’attuale siedono già due consiglieri Oaktree, ovvero Carlo Marchetti e Amedeo Carassai). La gestione della squadra sarà improntata a seguire la strategia messa a terra negli ultimi anni. Una strategia che, secondo quanto si apprende, dovrebbe consentire all’Inter di chiudere il bilancio con un pareggio operativo - quindi generando sì un passivo ma di fatto imputabile agli interessi legati al finanziamento. Una condizione che lascerebbe anche presupporre una permanenza degli americani almeno nel medio periodo.
Intanto, sulla vicenda - con riferimento al recente tema Covisoc - è intervenuto anche il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi. A margine di un incontro con il Roma club Gerusalemme allo stadio Olimpico, ha detto che «se si vogliono accendere finanziamenti di varia natura è legittimo ed è previsto dalle norme, certo non è una pagina estremamente positiva», aggiungendo che «l’ente terzo che vogliamo istituire (authority, ndr) serve a prevenire anche situazioni di questo tipo». (riproduzione riservata)