L’azionista Regione Puglia avrà la sua multiutility: è Acquedotto Pugliese, reduce da un 2022 di investimenti record per oltre 312 milioni di euro (+ 44% sul 2021). La spa ora è avviata verso la trasformazione delineata nel piano industriale dal presidente Domenico Laforgia, condivisa col governatore Michele Emiliano, che ha già approvato l’atto di indirizzo.
L’evoluzione naturale della società pugliese, che gestisce la più grande rete idrica italiana e spazia su energia e depurazioni, metterà in moto un vero e proprio riassetto societario, con la costituzione di Aqp HoldCo e della società operativa Aqp SII Puglia. I tempi saranno veloci, perché l’attuale concessione scade a fine 2025 e già il prossimo anno partirà l’individuazione del nuovo gestore da parte dell’Autorità Idrica Pugliese.
Ma c’è di più: nell’atto di indirizzo è prevista anche l’eventuale costituzione di una NewCo, «quale veicolo per partecipare alla futura società costituita dal Mef per le grandi adduzioni», ovvero i sistemi di trasporto dell’acqua. Si tratterebbe, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, di Acque del Sud, società prevista in un emendamento al decreto P.A. che dovrebbe essere costituita a gennaio 2024.
Il presidente di Aqp preferisce però concentrare l’attenzione sul presente e i tanti progetti avviati, cominciando dai numeri del 2022 che confermano per la società il ruolo di maggiore stazione appaltante del Mezzogiorno.
«Aqp è in grado di intercettare e utilizzare tutti i canali di finanziamento pubblico a disposizione, in particolare Pnrr e React-Eu», spiega Laforgia a MF-Milano Finanza. «Il Pnrr, per esempio, finanzierà il 30% circa del più grande dissalatore italiano, che Aqp realizzerà sul fiume Tara entro il 2026, con una capacità potenziale di 55.400 m3/giorno circa di acqua potabile, equivalenti al fabbisogno idrico giornaliero di oltre 350.000 persone. Prevediamo un investimento intorno ai 100 milioni di euro. La gara si è conclusa, e ora si tratta di decidere sulla base dell’offerta economica e tecnica quale dei 4 finalisti si aggiudicherà il contratto. Pensiamo di assegnarlo entro l’estate».
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Il record del dissalatore del Tara potrebbe essere battuto proprio in casa, dal progetto che Aqp sta discutendo con Enel a Brindisi, in un’area dismessa della centrale Federico II. «Sarà grande il doppio, con un investimento di 170 milioni di euro e un’ulteriore complessità dovuta al fatto di trattare acqua di mare. Ne stiamo valutando anche un terzo a Manfredonia. e abbiamo già in corso d’opera un dissalatore più piccolo alle isole Tremiti. Per tutte queste opere stiamo studiando gli eventuali fondi messi in campo dal Decreto Siccità».
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L’acceleratore resta premuto sugli investimenti. Per l’anno in corso è previsto un incremento a 2 cifre, nell’ordine del 15%, grazie agli appalti già assegnati. In crescita anche la produzione di energia elettrica. Realizzando impianti rinnovabili, Aqp vuole abbattere i costi energetici, che sul 2022 hanno pesato per ben 120 milioni di euro. «L’obiettivo», precisa il presidente, «è coprire il 20% del nostro fabbisogno già nel 2026».
Laforgia fa anche il punto sulle perdite idriche: «Ridurle è una priorità, ma il problema è meno drammatico di quanto non si dica».
Nella classifica nazionale Aqp è in quarta posizione, con perdite pro-capite per 119 litri, la Lombardia, per fare un esempio, è terza con 113. «Dobbiamo comunque tenere la guardia alta per evitare gli sprechi, come già stiamo facendo, è importante mantenere gli invasi sempre pieni», osserva il presidente di Aqp. «I pugliesi sono consumatori accorti, con un consumo d’acqua di 155 litri pro-capite al giorno contro una media nazionale di 215». (riproduzione riservata)