L'acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude, la controllata green di Eni, è cosa fatta. Come anticipato da MF-Milano Finanza il 30 marzo (qui l’articolo), i due gruppi hanno perfezionato la compravendita, annunciando venerdì 10 aprile a borsa chiusa il closing che vedrà passare di mano la società attiva nel mercato retail e interamente detenuta da Acea. Oltre al 100% di Acea Energia, Plenitude ha acquisito anche il 50% del capitale sociale di Umbria Energy.
Con questa operazione, la controllata di Eni rinforza la sua base retail con circa 1,2 milioni di nuovi clienti in un colpo solo. Sono esclusi dal perimetro della transazione i 200 mila clienti vulnerabili, che continueranno a essere gestiti da Acea. Per decisione dell’Antitrust, infatti, Plenitude ha dovuto rinunciare ad acquisire Servizio Elettrico Roma, la società di Acea che offre il servizio di fornitura agli utenti più fragili in regime di Maggior Tutela,
Il corrispettivo versato, pari a circa 500 milioni di euro, tiene conto di un enterprise value di 448 milioni di euro (aggiornato per il nuovo perimetro della transazione), della cassa netta normalizzata al 31 dicembre 2024 e degli altri aggiustamenti intervenuti tra le parti, come il dividendo distribuito in favore di Acea per circa 82 milioni di euro. Una potenziale componente di prezzo aggiuntiva, fino a 100 milioni di euro, sarà riconosciuta ad Acea sulla base delle performance operative alla data del 30 giugno 2027.
A valle del closing i clienti di Plenitude supereranno gli 11 milioni complessivi in Europa consentendo alla società guidata dall'amministratore delegato Stefano Goberti di anticipare di due anni il target previsto per il 2028. In base all'aggiornamento del piano Eni prevede che la società genererà un ebitda di 1,3 miliardi di euro nel 2026 e di oltre 2,5 miliardi nel 2030.
Per Acea, che è stata affiancata da Rotschild, il razionale dell'operazione sta nell'attuare la strategia del piano industriale focalizzato sulle attività a forte connotazione infrastrutturale. «L'operazione ci consentirà di reinvestire in infrastrutture, innovazione e sostenibilità e nello sviluppo dei business regolati, generando un impatto positivo sulla crescita e sui risultati di gruppo» aveva commentato l'ad (ora uscente) Fabrizio Palermo alla firma dell'accordo vincolante con Plenitude. (riproduzione riservata)