Il clima di tregua tra Stati Uniti e Cina rappresenta una svolta per l’economia globale. La guerra commerciale, innescata dagli Usa, si sta attenuando più rapidamente del previsto. Il risultato? Le probabilità di una recessione statunitense sono drasticamente diminuite, e le previsioni di inflazione sono state riviste al ribasso.
Lo spiega un report di Barclays. Secondo gli analisti, uno scenario tariffario più favorevole, con dazi intorno al 10% su scala globale e al 30% sui beni cinesi, è ora il più probabile, molto più sostenibile rispetto al precedente 10%-60% previsto prima della «giornata della liberazione» commerciale.
Tuttavia, nonostante l’ottimismo, il contesto macroeconomico rimane debole e i mercati azionari sembrano già aver scontato buona parte delle notizie positive.
I mercati azionari, in particolare quelli americani, potrebbero beneficiare ancora del cosiddetto «pain trade», una dinamica in cui gli investitori sono costretti a rientrare nei mercati per non perdere i guadagni. Attualmente, il posizionamento generale degli operatori è ancora cauto, il che lascia spazio a ulteriori rialzi, soprattutto negli Stati Uniti dove l’esposizione ai rischi è stata finora limitata.
In Europa, invece, il posizionamento è più sbilanciato verso settori difensivi e domestici. Settori come telecomunicazioni, assicurazioni e beni di largo consumo risultano affollati, mentre comparti ciclici come auto, tempo libero, energia e minerari restano trascurati.
Con il calo del rischio recessione, gli analisti aggiornano le strategie settoriali. Viene migliorato il giudizio sui beni discrezionali (da sottopeso a neutrale), in particolare sul lusso, che ora viene sovrappesato in portafoglio.
Questo comparto, considerato finora un ritardatario, potrebbe trarre beneficio dalla stabilizzazione del dollaro, da un miglioramento della fiducia dei consumatori statunitensi e da un allentamento delle pressioni in Cina.
Anche i settori retail e leisure sono stati rivisti al rialzo da sottopesare (underweight) a neutrale, grazie a un contesto più favorevole per i consumi. Di contro, il settore dei beni di prima necessità viene declassato a underweight, penalizzato dalla recente sovraperformance trainata dai multipli, così come il real estate, che potrebbe soffrire in caso di aumento dei rendimenti obbligazionari.
Il cambiamento più netto avviene però nel comparto finanziario: la preferenza degli analisti per le assicurazioni si sposta a favore delle banche. Queste ultime, nonostante la corsa recente, appaiono più convenienti. La minore probabilità di ulteriori tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea e una crescita più stabile rafforzano questa scelta.
Infine, il settore tecnologico rimane tra i favoriti, con il giudizio overweight (sovrappesare). Stessa sorte per le telecomunicazioni, che vengono mantenute come copertura difensiva, soprattutto dopo la recente flessione dei prezzi.(riproduzione riservata)