Dopo anni di tensioni legate allo scarico in mare delle acque reflue provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima, Cina e Giappone hanno compiuto «progressi sostanziali» nella risoluzione della controversia, aprendo la strada alla ripresa delle esportazioni giapponesi di prodotti ittici verso il mercato cinese.
Lo ha reso noto l’Amministrazione generale delle dogane cinesi, che ha confermato lo svolgimento di diversi cicli di colloqui tecnici nel corso del 2024 e del 2025, culminati questa settimana in un incontro a Pechino. I dettagli dell’intesa non sono ancora stati resi pubblici, ma entrambe le parti hanno segnalato una svolta positiva.
Il segretario generale del governo giapponese, Yoshimasa Hayashi, ha spiegato che le esportazioni riprenderanno una volta completato il processo di registrazione degli impianti giapponesi autorizzati a esportare verso la Cina. «Un passo importante», ha commentato, sottolineando la volontà di cooperazione tra le due potenze asiatiche. La Cina ha dichiarato che il Giappone si è impegnato a garantire la sicurezza dei prodotti ittici con misure «credibili e visibili».
Lo sversamento in mare delle acque di Fukushima, iniziato nel 2023 con il via libera dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), aveva provocato la dura reazione di Pechino, che aveva esteso il divieto di importazione dei frutti di mare giapponesi a tutto il territorio nazionale. Una decisione che aveva interrotto un flusso commerciale strategico, visto che la Cina era il principale mercato di sbocco per il pesce giapponese.
Già nel 2011, in seguito al disastro nucleare provocato dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo, Pechino, come altri paesi, aveva limitato le importazioni dalle aree colpite. Ma è stata la gestione delle acque contaminate, accumulate in oltre un decennio nella centrale danneggiata, a inasprire il confronto tra i due paesi nel 2023, con toni che molti osservatori hanno ritenuto anche di natura politica.
L’annuncio dell’accordo, espresso dal ministro giapponese dell’Agricoltura Shinjiro Koizumi, rappresenta quindi un segnale di distensione importante. La ripresa delle esportazioni potrebbe avvenire già nei prossimi mesi, una volta completate le verifiche tecniche e sanitarie richieste da Pechino. (riproduzione riservata)