Il governo britannico farà causa al miliardario russo Roman Abramovich, se non accetterà di inviare 2,5 miliardi di sterline (circa 2,9 miliardi di euro) provenienti dalla vendita nel 2022 della squadra di calcio londinese Chelsea all'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Reuters, citando la dichiarazione congiunta del ministro delle Finanze britannico Rachel Reeves e del ministro degli Esteri David Lammy.
Il governo britannico vuole che i fondi vengano spesi esclusivamente in Ucraina, anche per ricostruire quello che è stato distrutto dall'invasione russa. Abramovich, come ricorda Bbc News, ritiene che i fondi debbano essere destinati a «tutte le vittime della guerra in Ucraina», comprese quelle in Russia.
In seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, il Regno Unito ha adottato un pacchetto di sanzioni senza precedenti contro individui e aziende legati al Cremlino. Tra i principali obiettivi ci sono stati gli oligarchi russi considerati vicini a Vladimir Putin, ritenuti parte del sistema economico-politico che sostiene l’aggressione militare. Le misure includono il congelamento dei beni nel Regno Unito, divieti di viaggio e restrizioni agli affari con soggetti britannici.
Figure di spicco come Roman Abramovich sono state colpite: i suoi asset nel Regno Unito sono stati congelati, impedendogli di trarre profitto dalla vendita del club, che è avvenuta sotto supervisione governativa. Altri nomi noti, come Oleg Deripaska e Igor Sechin, sono stati parimenti sanzionati.
Le misure mirano a colpire i capitali russi presenti a Londra, soprannominata «Londongrad» proprio per l’afflusso di ricchezze russe, e a interrompere il sostegno economico alla guerra. Il governo britannico ha anche introdotto nuove norme per facilitare il sequestro di beni e aumentare la trasparenza nei registri immobiliari e societari. Le sanzioni rappresentano una strategia di pressione multilaterale, coordinata con Ue e Usa, volta a isolare economicamente la Russia e indebolire la sua capacità bellica.
Il denaro è attualmente congelato su un conto bancario nel Regno Unito e non è accessibile a causa delle sanzioni, ma legalmente appartiene ancora ad Abramovich.
I proventi della vendita sono stati congelati su un conto bancario britannico. Non possono essere trasferiti o utilizzati senza una licenza dell'Office of Financial Sanctions Implementation, l'agenzia del ministero delle Finanze che applica le sanzioni.
«Il governo è determinato a fare in modo che i proventi della vendita del Chelsea Football Club siano destinati a cause umanitarie in Ucraina, a seguito dell'invasione illegale e su vasta scala della Russia. Siamo profondamente frustrati dal fatto che finora non sia stato possibile raggiungere un accordo con il signor Abramovich», hanno affermato i due ministri. La dichiarazione congiunta avverte che la porta per i negoziati rimarrà aperta, ma che Londra è «pienamente pronta a perseguire la questione attraverso i tribunali, se necessario».
I rappresentanti di Abramovich sostengono che l'imprenditore non ha accesso ai fondi in questione e che il denaro ricavato dalla vendita del club è a disposizione delle autorità britanniche.
Sotto la guida dell'oligarca russo, il Chelsea ha vissuto il periodo di maggior successo della sua storia, conquistando un totale di 21 trofei in 19 anni. Prima dell'era Abramovich, il Chelsea aveva vinto solo 8 trofei principali. Durante la sua proprietà, Abramovich ha investito oltre 2,5 miliardi di sterline nel club. Le sue spese includevano: l’acquisto del club (140 milioni di sterline), le spese per trasferimenti di giocatori (2,1 miliardi di sterline) e cancellazione di debiti pregressi del club (per oltre 340 milioni di sterline).
La nuova proprietà, un consorzio guidato dall'investitore statunitense Todd Boehly e dalla società di private equity Clearlake Capital, ha acquisito il Chelsea per 2,5 miliardi di sterline nel maggio 2022. Contestualmente, il consorzio si è impegnato a investire 1,75 miliardi di sterline in vari settori del club, tra cui: la ristrutturazione dello stadio Stamford Bridge, lo sviluppo dell'academy giovanile, il potenziamento della squadra femminile e il supporto alla Chelsea Foundation.
Sotto la nuova proprietà, il Chelsea ha mostrato segnali di ripresa sportiva, culminati con la vittoria nella Uefa Conference League e il ritorno in Champions League. Tuttavia permangono sfide finanziarie e regolamentari che il club dovrà affrontare per garantire una gestione sostenibile nel lungo termine.(riproduzione riservata)