Abn Amro Bank, gruppo olandese, prevede di tagliare 5.200 posti di lavoro a tempo pieno, mentre la nuova amministratrice delegata Marguerite Berard punta a migliorare la redditività. La riduzione netta dell’organico rispetto al 2024 sarà completata nei prossimi tre anni. La metà avverrà attraverso un ricambio naturale, ha chiarito martedì 25 novembre la banca in una nota ai mercati. A fine 2024 Abn Amro contava 22.000 dipendenti full-time e 3.670 consulenti esterni. Si tratta di una riduzione di circa il 24% dell’organico a tempo indeterminato. Intanto il titolo sale del 4,2% martedì alle ore 10 circa a 27,92 euro per azione.
«Sappiamo che è necessario fare di più per migliorare rendimenti e competitività», il commento dell’ad nel comunicato. Berard ad aprile ha sostituito Robert Swaak diventando la prima donna alla guida della banca e ora lavora alla riduzione dei costi per aumentare la redditività del gruppo. Ha già avviato una ristrutturazione dell’istituto con sede ad Amsterdam, che quest’anno ha comportato la cancellazione di 1.000 posti full-time e all’inizio del mese ha annunciato la più grande acquisizione degli ultimi dieci anni.
Martedì la banca ha inoltre comunicato di aver raggiunto un accordo per vendere la controllata Alfam, attiva nei prestiti personali, a Rabobank.
La banca punta a portare il ritorno sul capitale (Roe) ad almeno il 12% entro il 2028, con un rapporto costi/ricavi (cost/income ratio) inferiore al 55%, secondo quanto indicato prima del Capital Markets Day. L’operazione da 960 milioni di euro per acquisire Nibc Bank da Blackstone aumenterà la presenza di Abn Amro nei Paesi Bassi e dovrebbe produrre un rendimento del 18% entro il 2029 sul capitale investito. La banca ha inoltre appena completato l’acquisizione del gestore patrimoniale tedesco Hauck Aufhäuser Lampe Ag.
Il titolo Abn Amro è salito di circa l’80% dall’inizio dell’anno. L’istituto sta semplificando le attività, digitalizzando i processi e introducendo l’intelligenza artificiale. La banca di Amsterdam si è anche posta l’obiettivo di superare i 10 miliardi di euro di ricavi entro il 2028. Tra i nuovi target vi è il rafforzamento nel retail banking olandese e diventare una «top five private bank» in Europa.
Berard, ex dirigente di Bnp Paribas, si trova a guida un gruppo mentre lo Stato olandese continua a ridurre la partecipazione che deriva dal salvataggio avvenuto nel 2008 in seguito alla crisi finanziaria globale. A settembre il governo ha annunciato l’intenzione di portare la quota detenuta nella banca al 20% dal precedente 30,5%. (riproduzione riservata)