Vale 1,2 miliardi di dollari il piano multilaterale per portare il digitale di Gaza, altro capitolo della ricostruzione da affari d’oro pronto a diventare operativo dopo la firma degli accordi di pace. La Banca Mondiale, insieme all’Undp e all’Unops delle Nazioni Unite, rispettivamente il Programma per lo Sviluppo e l’Ufficio per i Servizi e i Progetti, ha avviato i primi bandi IT per telecomunicazioni, reti dati, e-government e sanità digitale, aperti anche a operatori europei e italiani.
Il programma, denominato Gaza Digital Recovery Framework, era giù stato predisposto a fine settembre 2025, proprio in vista del cessate il fuoco, ma è rimasto in pausa forzata fino all’intesa tra Israele e Hamas. L’obiettivo è dotare per la prima volta la Striscia di Gaza di infrastrutture digitali, creando una piattaforma pubblica unica per la gestione dei servizi essenziali, dall’amministrazione ai sistemi scolastici e sanitari, e favorendo la nascita di un ecosistema tecnologico locale. Prima della guerra la connettività era frammentata, i servizi pubblici gestiti in gran parte offline e l’accesso alla banda larga limitato alle aree urbane. Rispetto alla rimozione delle macerie, al ripristino dei servizi essenziali e alla ricostruzione vera e propria può sembrare un aspetto secondario, ma la Banca Mondiale sottolinea che l’avvento del digitale è considerato invece «intervento prioritario di stabilizzazione» anche per garantire trasparenza nell’erogazione degli aiuti e favorire la ripresa economica locale.
La prima tranche, dal valore complessivo di 70 milioni di dollari, comprende i bandi multilaterali pubblicati quasi istantaneamente tra il 14 e il 17 ottobre 2025. Il lotto principale, gestito dalla Banca Mondiale attraverso la piattaforma e-procurement, vale 47 milioni di dollari e riguarda la ricostruzione della rete dati pubblica e la connettività istituzionale. L’iniziativa Undp copre invece la fornitura di software gestionali e reti wi-fi urbane, con priorità alle città di Gaza e Khan Yunis, mentre il progetto Unops si concentra sulla digitalizzazione dei dati sanitari e sulla formazione informatica del personale locale, in coordinamento con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Tutte le procedure prevedono una prima fase di manifestazione d’interesse, cui seguirà la presentazione delle offerte definitive entro novembre 2025.
I contratti dovrebbero essere aggiudicati entro l’inizio del 2026, con una durata media di 18 mesi. Gli enti multilaterali hanno già definito i requisiti: tracciabilità delle forniture, garanzie di cybersecurity e utilizzo di tecnologie conformi agli standard Ue.
Il piano complessivo prevede, nella fase 2026, altri 450 milioni di dollari per la ricostruzione integrale delle reti di telecomunicazione, la creazione di un e-government hub centrale e di un cloud pubblico palestinese, progettato per ospitare dati amministrativi e servizi online per cittadini e imprese. A queste risorse si aggiungono 300 milioni di euro di fondi europei, predisposti dalla Commissione Europea a inizio ottobre 2025 e diventati operativi dopo la firma degli accordi di pace. (riproduzione riservata)