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ENZO RICCI IMPRENDITORE
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A 91 anni scommette su OpenAI e Bending Spoons: chi è Enzo Ricci, l'uomo delle Tre Marie

di Andrea Giacobino
02 maggio 2026, 10:00 Ultimo aggiornamento: 10:57

Quarant’anni dopo aver ceduto le Tre Marie, Enzo Ricci, classe 1935, guida un forziere con attività per 415 milioni. Tra cui non manca la AI

A quasi 91 anni compiuti Enzo Ricci è capace di investire anche in OpenAI. Un bel percorso per chi è nato a Milano nel 1935 come figlio di imprenditori arrivati alla terza generazione: figlio di Enzo e nipote di Luigi, quel maestro confettiere e pasticciere, che aveva aperto nel 1892 un negozio a Milano davanti all’Esposizione Permanente in via Turati dove produceva il panettone a marchio Tre Marie.

Le Tre Marie cedute a Barilla

La maggioranza dell’azienda fu ceduta nel 1987 a Pietro Barilla e Enzo Ricci nel 1995 uscì definitivamente dal capitale de Le Tre Marie.

Con la liquidità incassata, a 60 anni Ricci si incamminò sulla strada degli investimenti in proprio e oggi, con le sue due casseforti Viris e Milaninvest Real Estate, entrambe presiedute da Livio Strazzera (noto commercialista, fra l’altro vicino alla famiglia Rotelli), guida un gruppo con oltre 415 milioni di euro di attività e 175 milioni di patrimonio netto, in cui è affiancato dal nipote Alessandro e da Raffaella Viscardi, che dopo un passato come analista crediti in Centrobanca e un passaggio come private banker in Banca Sella, è chief financial officer di Viris.

Un patrimonio immobiliare

I risultati della prima holding appena approvati evidenziano al 30 giugno 2025 un patrimonio netto di 120 milioni con un attivo di 315 milioni. Il tesoro di mattoni di Ricci, a bilancio per 84 milioni, è costituito da appartamenti e palazzi nelle strade centrali di Milano, perlopiù locati a gruppi commerciali. Il business immobiliare è al centro anche dell’altra holding Milanivest Real Estate, con proprietà dirette che valgono oltre 100 milioni (tra le quali un prestigioso immobile nella centralissima via Bagutta a Milano) e indirette per 93 milioni.

Gli investimenti

Tornando a Viris, che ha chiuso il bilancio con un utile di 1,2 milioni interamente accantonato, gli investimenti complessivi sono pari a 191 milioni e mostrano un alto grado di diversificazione rispetto al core business del mattone. Se è vero che in carico figurano altri 37 milioni fra partecipazioni e società immobiliari e crediti a queste erogate, ci sono però oltre 30 milioni puntati sul settore medicale, rappresentati per gran parte dalla lussemburghese Medilux (che controlla la svizzera Ep Solutions, attiva negli ecg non invasivi) oltre al 2,5% di Techwald Holding, salotto torinese del medtech, e quote del veicolo FG2 Ser lanciato dal private equity FG2 Capital di Fulvio Gregorace e Fabio Gallucci, che ha investito (fra l’altro con Azimut, Exor e Cdp Venture) in Serenis Health, piattaforma digitale per facilitare l'accesso alla psicoterapia da parte degli utenti e migliorare l'approccio alla salute.

Nel portafoglio di Viris compaiono poi gli investimenti in quote di altri private equity (Avm Gestioni, Investindustrial, Style Capital, Redfish) in carico per 16,4 milioni e in partecipazioni di minoranza nell’alimentare, a bilancio per 6,8 milioni, con quote del 5% di Clubitaly, creatura di Gianni Tamburi e socia di Eataly e dell’1,4% di Poke House, catena di risto-bar del cibo hawaiano di cui primo socio è la Mip di Angelo Moratti.

Quote in OpenAi, Circle e Bending Spoons

Fra le altre partecipazioni in carico a 8,1 milioni le quote sempre di minoranza in FG OAI, sempre emanazione di FG2 Capital, che ha investito nel colosso dell’intelligenza artificiale di Sam Altman, dopo che Viris tramite lo stesso fondo, ma con un veicolo diverso, ha anche puntato su Circle e Bending Spoons.

Oltre a un giardinetto di azioni diverse (da Ermenegildo Zegna a Microsoft), tra gli attivi della holding di Ricci alla citata voce delle partecipazioni in società immobiliari figura da anni il 18,2% di Brioschi Sviluppo Immobiliare, la quotata operante nel real estate controllata dalla Bastogi della famiglia Cabassi, di cui Viris è secondo socio e in nome della quale Raffaella Viscardi siede nel consiglio d’amministrazione. Gli oltre 143 milioni di titoli sono in carico a 8,3 milioni ed evidenziano quindi una plusvalenza potenziale di circa 2 milioni rispetto all’attuale prezzo borsistico di 0,074 euro della società immobiliare presieduta da Matteo Cabassi. (riproduzione riservata)



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