I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono anche oggi in lieve calo, con il Btp a 10 anni verso il 3,5% e il Treasury Usa sotto il 4,3%. Lo spread Btp-Bund rimane stabile.
"Per quanto riguarda i rendimenti dei titoli a reddito fisso, l'aumento della spesa per la difesa comporterà un aumento dell'offerta di debito pubblico e anche una crescita leggermente più alta, riducendo la necessità per la Bce di abbassare i tassi di interesse. Notando la posizione più da falco proveniente da Isabel Schnabel della Bce, prevediamo che Christine Lagarde taglierà i tassi una o due volte ancora quest'anno, prima di mantenere i tassi fermi", afferma Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM.
In questo contesto, l'esperto sospetta che "sarà difficile per i rendimenti dei Bund aumentare in modo consistente, a meno che non emerga un rischio economico più marcato, come potrebbe accadere in caso di dazi dagli Stati Uniti. Le prospettive di un aumento delle emissioni dell'Ue ci hanno spinto a uscire dall'esposizione esistente verso l'emittente, per il rischio che una nuova offerta possa portare a un ricalcolo degli spread".
Tuttavia, Dowding vede generalmente il debito comune come un passo verso una maggiore integrazione dell'euro e, da questa prospettiva, lo considera uno sviluppo largamente costruttivo per gli spread dell'Eurozona.
"Questo ci porta a essere più favorevoli nei confronti dei Btp italiani. Tuttavia, con una valutazione di 110 punti base sopra i Bund, è difficile sostenere che l'Italia sia particolarmente economica, e siamo più inclini a considerare di aumentare l'esposizione se la volatilità del mercato dovesse portare più in là a spread più ampi", conclude l'esperto.