Candriam mantiene una visione cauta rispetto alla duration statunitense. "La traiettoria fiscale, con un debito superiore al 124% del Pil e un'amministrazione con una scarsa propensione alla moderazione fiscale, mantiene sotto pressione l'estremità lunga della curva statunitense", spiega Nadège Dufossé, Cfa, Global Head of Multi-Asset di Candriam.
"Preferiamo la duration europea, in particolare i Bund tedeschi", dichiara l'esperto. L'economia europea è strutturalmente più debole, più esposta alla frammentazione del commercio mondiale e meno sostenuta dalla domanda interna. "Nonostante gli spread siano storicamente contratti, il credito ha continuato a offrire un carry significativo", prosegue Dufossé. "Siamo interessati al rendimento assoluto, non alla contrazione degli spread. In un contesto caratterizzato da un costo del capitale più elevato, la differenziazione del credito assume un'importanza ben maggiore rispetto all'era dei tassi zero: le aziende che facevano affidamento su rifinanziamenti a basso costo per sostenere modelli di business marginali si troveranno ad affrontare difficoltà concrete man mano che il debito giungerà a scadenza con cedole più elevate", spiega l'esperto. (riproduzione riservata)