A seguito della pubblicazione di importanti dati macro i rendimenti sul mercato obbligazionario europeo proseguono lungo il proprio trend negativo: il tasso di finanziamento del Bund tedesco scende sotto al -0,50%, mentre lo spread Btp/Bund sale leggermente a 106 bp.
L’indice Pmi composito dell’area Euro a luglio ha segnato 60,2 punti, battendo il dato del mese precedente ma deludendo le aspettative del consenso, che prevedeva un rialzo più deciso. Stessa dinamica per l’indice finale circa il settore dei servizi, in rialzo rispetto a giugno ma comunque inferiore alle previsioni. Sulle vendite al dettaglio invece i dati mostrano un incremento mensile dell’1,5%, in linea con le aspettative. Tali indici riflettono l’immagine di un’Europa in pieno recupero – grazie all’allentamento delle restrizioni e all’efficace campagna vaccinale – che non riesce però a scrollarsi di dosso definitivamente l’emergenza Covid. I timori relativi alla rapida diffusione della variante Delta infatti condizionano negativamente le aspettative sul settore terziario.
Danske Bank punta i riflettori sui titoli sovrane, congetturando un rendimento del decennale tedesco intorno a -0,25% entro l’inizio del 2022, un rialzo che potrebbe arrivare fino a 0,1% a metà dello stesso anno. Spostandosi oltreoceano, prevede un rialzo del Treasury USA entro la fine dell’anno corrente, tuttavia non così sostenuto come in passato: le stime infatti indicano un aumento all’1,7% su un orizzonte di 6 mesi e al 2% su 12 mesi, entrambe inferiori rispetto alle precedenti.
Infine secondo Ing le obbligazioni USA potrebbero scendere ulteriormente – sostenendo che il loro livello minimo sia circa l’1% – mentre il Bund potrebbe avere già toccato il suo livello più basso.