I rendimenti obbligazionari mostrano dinamiche diverse a seguito delle decisioni delle banche centrali. Negli Stati Uniti, i Treasury registrano movimenti contrastati: il decennale segna un lieve rialzo al 4,567%, mentre il biennale scende al 4,308%. La Federal Reserve, pur tagliando i tassi di 25 punti base come previsto, adotta un approccio più restrittivo per il 2025, con solo due tagli stimati contro i quattro indicati a settembre.
I rendimenti dei titoli governativi dell’ Eurozona registrano rialzi generalizzati a seguito delle indicazioni della Fed. Il Bund decennale si attesta al 2,32%, in netto rialzo rispetto ai giorni precedenti.
Anche il costo di finanziamento del Btp decennale registra un aumento di 8 punti base, attestandosi al 3,48%.
Lo spread tra i 2 titoli si mantiene stabile a 116 punti base.
Dopo le riunioni della Fed e della BoJ che ha mantenuto il tasso a breve termine allo 0,25% come da attese, anche la BoE ha deciso di lasciare invariato il tasso di riferimento al 4,75%. Tuttavia il tono delle dichiarazioni suggerisce un possibile allentamento nel 2025, con attese di tagli complessivi fino a 125 punti base entro la fine del prossimo anno.
Il rendimento del gilt a 2 anni è al 4,48%, in crescita di 25 punti base rispetto a un mese fa.
Sul fronte macroeconomico, negli Stati Uniti le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione scendono a 220.000 unità, con un calo di 22.000 rispetto alla settimana precedente. Il PIL del terzo trimestre viene rivisto al rialzo al 3,1% dal 2,8%, segnalando un’economia ancora solida.