Sul mercato obbligazionario europeo i rendimenti – che ieri avevano mostrato una certa stabilità – tornano oggi in salita, dopo la pubblicazione del dato relativo all’inflazione nell’area Euro. Nello specifico, il tasso di finanziamento del Bund tedesco sale a -0,4% mentre lo spread Btp/Bund si allarga intorno ai 107 bp.
L’Eurostat ha infatti rilevato un incremento dell’indice dei prezzi al consumo ad agosto del 3% su base annua, superando le aspettative del consenso (+2,7%) ed evidenziando una netta accelerazione rispetto al mese scorso (+2,2). L’indice dei prezzi core inoltre ha registrato un aumento dell’1,6% sempre su base annua, battendo ancora una volta le aspettative (+1,4%).
Alla luce di questi dati – sostiene R. Fennessy di Oxford Economics – è inevitabile congetturare previsioni inflazionistiche al rialzo anche nel prossimo futuro, soprattutto se si considera l’attuale contesto economico per le imprese europee, caratterizzato dalla persistenza di alcune problematiche nella supply chain che, tra carenza di materie prime e colli di bottiglia, fa lievitare i costi. L’inflazione dei prezzi dell’energia infatti ha registrato un +15,4% contro il precedente 14,3% è ciò dovrebbe indurre la Bce a mantenere un livello di inflazione al di sopra del livello target almeno fino alla fine dell’anno corrente.
Tuttavia Fennessy ribadisce la natura transitoria dell’attuale picco dei prezzi e proprio per questo motivo B. Colijn di ING ritiene che nella prossima riunione di settembre è improbabile una rivalutazione della propria posizione da parte della Bce: secondo l’economista infatti l’incremento dei prezzi – sebbene non in questa misura – era largamente previsto e non dovrebbe destare preoccupazioni.