La settimana inizia con un generale aumento dei tassi sul mercato obbligazionario europeo: nello specifico, il rendimento del Bund sale leggermente a -0,22%, mentre lo spread Btp/Bund si allarga intorno ai 101 punti base.
I confortanti dati macro giunti dal settore dei servizi – il cui indice Pmi è salito a 58,3 punti a giugno, sorprendendo il consenso – sono infatti controbilanciati dai timori relativi a una nuova ondata di casi Covid, alimentata dalla variante Delta. C. Williamson di IHS Markit spiega come nel mese scorso si sia registrata una notevole accelerazione della ripresa economica e del terziario in particolare, congiuntamente però a un altrettanto rapido incremento delle pressioni inflazionistiche.
Le preoccupazioni legate alla crisi pandemica sono destinate a segnalare una rinnovata offerta per i titoli a lunga durata nell’area Euro. Sul punto interviene R. Guntermann di Commerzbank, asserendo che lo scenario positivo del mercato dovrebbe estendersi nel breve termine. Difatti, dal momento che l’offerta di titoli sovrani questa settimana sarà molto bassa, lo strategist immagina che i Bund e i differenziali europei rimangano su basi più solide.
Intanto la Bce prosegue nel programma di emergenza pandemica. Naxitis sostiene che la prima fase di tapering prevederà un ritmo degli acquisti settimanali pari a quello osservato nel primo trimestre, intorno ai 14 mld di euro. Della dotazione complessiva del Pepp avanzeranno 350 mld di euro che – secondo J.C. Machado – sarà estremamente difficile utilizzare entro marzo 2022.
Sui titoli di stato periferici infine Societe Generale invita gli investitori a una posizione rialzista, così che il carry trade possa permettere ai bond italiani e spagnoli di sovraperformare.