Generale inversione di marcia per i rendimenti del mercato obbligazionario europeo, che tornano in rialzo dopo parecchi giorni in flessione. Il Bund tedesco – che ieri aveva toccato il minimo degli ultimi 3 mesi – sale a -0,30%, mentre lo spread Btp/Bund si restringe leggermente intorno ai 106 punti base.
All’indomani della revisione di strategia Bce, W. Bauer di M&G Investments sostiene che l’obiettivo di puntare a un’inflazione del 2% su base simmetrica offre maggiore flessibilità nella gestione dei picchi di breve termine. Ribadisce tuttavia che l’Istituto Centrale affronterà un’ardua impresa nel raggiungere il target prefissato, sottolineando che le attuali pressioni inflazionistiche – dettate dalla ripresa post pandemica dell’economia globale – sono contrastate da forze deflazionistiche di lungo termine come la globalizzazione e l’uso della tecnologia.
Secondo A. Piazza di MFS l’inflazione su base simmetrica permette alla Bce di conservare una sorta di “piano B” nel caso in cui non venisse raggiunto l’obiettivo di medio termine. Difatti, nel contesto di una politica accomodante, autorizzare il superamento del target inflazionistico consente alla Bce di attuare azioni politiche molto più vigorose qualora l’inflazione a medio termine non dovesse migliorare nei prossimi trimestri.
Maggiori perplessità circa il modo in cui la Bce possa raggiungere il target sono evidenziate da A. Mulliner di Janus Henderson Investors, che sottolinea l’urgenza di una ripianificazione del Qe ordinario. Credit Suisse avverte invece che per raggiungere l’obiettivo fissato sarà fondamentale un prolungato sostegno della politica fiscale: non crede infatti che la sola politica monetaria basti a stimolare un aumento dell’inflazione al 2%.