Nella seduta odierna si assiste a un generale rialzo dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo, dopo le a ingenti aste di Bot e Bund. Il decennale tedesco sale leggermente a -0,46% mentre i Btp raggiungono lo 0,59%. Il differenziale – che in mattinata era sotto i 100 bp – oscilla ora intorno ai 104 bp.
L’inflazione tedesca ha segnato il 3,8% a luglio – mai così alto dal ’93 – e si ritiene che questo dato, insieme al termine delle agevolazioni Iva deciso dal governo federale, abbiano contribuito fortemente alla spinta alle vendite. In Italia invece l’inflazione raggiunge l’1,9% in linea con le previsioni. Tuttavia il dato più interessante per gli investitori è l’inflazione media dell’Eurozona, che sarà pubblicato dall’Eurostat la prossima settimana, dopo che la Bce ha ridefinito la propria politica monetaria tollerando sforamenti temporanei del 2% al fine di assicurare stabili ritorni ai livelli obiettivo.
Come anticipato, il Tesoro ha collocato oggi 7 mld di euro di Bot a 12 mesi, con un rapporto di copertura dell’1,27. Il rendimento medio ponderato risulta del -0,51%, in calo rispetto alla precedente asta. La Germania invece ha collocato circa 3,5 mld di euro di Bund al 2031 con un rapporto di copertura a 1,4. L’ampia domanda ricevuta dai decennali tedeschi non sorprende Commerzbank, che si aspettava tale assorbimento da parte del mercato in virtù dell’attrazione degli investitori per i bond sovrani in euro a lunga scadenza e cedole minime.
Sul fronte macro si segnala un rialzo del CPI tedesco a livello mensile (+0,9%) e annuale (+3,8%), in linea con quanto previsto dal consenso. Le nuove restrizioni del governo per i non vaccinati potrebbero rivelarsi un ostacolo per molti fornitori di servizi già deboli.