L’atteso rapporto sull’occupazione USA previsto per domani frena la corsa al rialzo dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo, dopo alcuni giorni di decisi aumenti innescati dal livello di inflazione al di sopra delle attese e dai primi segnali di un possibile tapering. Nello specifico il Bund tedesco scende a -0,39%, mentre lo spread Btp/Bund è in lieve contrazione a 106 bp.
A seguito del dibattito aperto ieri dai funzionari Bce R. Holzmann e K. Knot sul rallentamento del ritmo degli acquisti nel quadro Pepp, giungono i primi commenti da parte di NordLB. Secondo gli analisti N. Rudschuck e F. Kunze, sebbene le dichiarazioni rilasciate dai membri del board rischino di innescare spiacevoli conseguenze sul mercato dei capitali, la discussione circa la riduzione degli stimoli monetari da parte dell’Istituto Centrale è assolutamente necessaria e dovrebbe avere inizio entro la fine dell’anno corrente, in virtù della sostenuta crescita nell’Eurozona.
Tuttavia NordLB ritiene che nella prossima riunione Bce non vi sarà alcuna modifica circa il piano di acquisti nell’ambito del Qe pandemico. Sul punto è d’accordo Morgan Stanley, prevedendo il mantenimento dell’attuale ritmo degli acquisti (circa 80 mld €/mese) almeno fino alla fine del 2021: qualora vi fossero variazioni nel piano, queste e potrebbero essere dovute al recente aumento dell’inflazione e alle condizioni di finanziamento più accomodanti. Ad ogni modo MS ritiene improbabile quest’ultimo scenario, dal momento che l’emergenza pandemica non è ancora stata ufficialmente superata: la ripresa – sebbene sostenuta – non è ancora completa, le prospettive di inflazione a medio termine sono deboli e le imprese continuano a far fronte ai problemi nella supply chain.