Bce rispetta il copione. I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano al rialzo dopo che la Bce ha tagliato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 2%. Il rendimento del Btp a dieci anni aumenta di 4 pb al 3,57%, con lo spread Btp/Bund che resta al di sotto della soglia psicologica dei 100 pb. Secondo gli esperti di Xtb, gli asset che andranno maggiormente a beneficiare dal taglio dei tassi "sono sicuramente le obbligazioni", in particolare i titoli di Stato quotati in euro. "Pertanto anche i Btp italiani, che di fatto hanno dei rendimenti superiori a tutti gli altri Paesi dell'area, ne trarranno vantaggio, rendendo così ancor più appetibile il nostro paese sul mercato obbligazionario", commenta il team di Xtb. L'attuale ciclo dei tassi della Bce potrebbe aver raggiunto il suo punto più basso, a condizione che l'economia europea riesca ad assorbire lo shock derivante dai dazi statunitensi senza subire gravi perturbazioni. Lo sostiene Sylvain Broyer, chief economist Emea di S&P Global Ratings che, guardando al futuro, non esclude possibili aumenti dei tassi - potenzialmente già dalla fine del 2026 - in scia al previsto stimolo fiscale in Germania e ai persistenti colli di bottiglia nel mercato del lavoro, che rappresentano rischi al rialzo per l'inflazione. "Vale la pena notare che le aspettative di inflazione dei consumatori hanno già iniziato a risalire, sottolineando la necessità di mantenere alta l'attenzione in materia di politica monetaria", commenta l'esperto.