Lo spread Btp/Bund si muove intorno ai 75 punti base e "poggia ora su basi più instabili date le prospettive post-conflitto" in Iran. Al tempo stesso, premono ancora al rialzo i rendimenti di mercato, con il Btp decennale che si riavvicina al 4% annuo, mentre il T-bond si porta al 4,65%, un livello molto elevato.
"La stabilità politica, gli sforzi per consolidare il debito e l'ampliamento della base di investitori regionali avevano portato i Btp a scambiare sotto i 60 punti base all'inizio di quest'anno", ricorda Neil Mehta, Portfolio Manager di Rbc BlueBay. In quanto importatore di energia dell'Eurozona dipendente dal Gnl, l'Italia rimane strutturalmente vulnerabile e rischia che la crescita nel 2026 scivoli dal +0,5% verso un territorio piatto o negativo se la volatilità dovesse persistere, avverte l'esperto.
Il deficit di quest'anno rischia di ampliarsi oltre la previsione del 3%. "La volatilità dei Btp è elevata rispetto alle norme storiche, erodendo la logica del carry trade su base rettificata per la volatilità. Il governo, eletto nel 2022, è sotto pressione per la prima volta e i tagli ai prezzi del carburante segnalano una pressione politica per gestire le aspettative degli elettori, un rimedio solo temporaneo", puntualizza Mehta. "Riteniamo improbabile che i livelli di valutazione pre-conflitto vengano nuovamente toccati in questo contesto, ciò richiederebbe una maggiore integrazione europea su un arco di tempo molto più lungo", conclude l'esperto.» (riproduzione riservata)