Nonostante l’avvio in rialzo, attualmente sul mercato obbligazionario europeo si assiste a un leggero ribasso dei rendimenti, col decennale tedesco in particolare che scende a -0,48% e lo spread Btp/Bund che gravita intorno ai 104 bp.
Secondo A. Spinozzi di Saxo Bank la ragione di questa inaspettata controtendenza risiede nei timori relativi alla variante Delta, nelle discussioni sul tapering e nelle pressioni inflazionistiche che, unite, suscitano negli investitori un senso di smarrimento, portando così i rendimenti a proseguire su binari diversi. Sottolinea inoltre come gli agenti abbiano scelto finora asset sicuri, mantenendo un sentiment piuttosto prudente in virtù della riduzione delle pressioni sui prezzi e sulla crescita.
Il mercato obbligazionario dell’eurozona potrebbe essere caratterizzato – sostiene S. Reusterholz di Insight Investment – da picchi intermittenti sui tassi a causa delle speculazioni sul tapering nel prossimo futuro. Ribadisce però che in un contesto di bassi rendimenti ogni rialzo potrebbe verosimilmente essere inteso come un’opportunità di acquisto. Secondo il gestore inoltre è improbabile che la Bce assuma un atteggiamento da falco senza gradualità, in virtù del livello di debito nelle economie europee.
Per quanto concerne il Bund tedesco, C. Rieger e H. Siemssen di Commerzbank ritengono che il titolo sia destinato a oscillare in un intervallo significativamente ristretto. Se da un lato infatti difficilmente potrebbe scendere sotto la soglia limite del -0,50% alla luce delle condizioni di mercato attuali, dall’altro il piano di acquisti Bce, unito al timore di una quarta ondata Covid e a un’altalenante propensione al rischio, impedisce un deciso aumento dei tassi.