Prosegue il trend ribassista dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo, col tasso di finanziamento del Bund che si attesta a -0,42% e lo spread Btp/Bund salito a 111 bp.
Secondo J. Reid di Deutsche Bank, l’incessante aumento dei contagi dovuto alla variante Delta ha indebolito le prospettive di crescita, lasciando sgomenti i mercati globali e inducendo gli investitori a prevenire i rischi. Lo strategist ritiene infatti che la grande mossa di risk-off verificatasi ieri sia l’ovvio risultato delle crescenti preoccupazioni relative a un ritorno alla vita pre-Covid sempre più lontano rispetto alle attese.
Jp Morgan punta invece i riflettori sui rendimenti dei Bund, spiegando che il recente calo del loro tasso di finanziamento sia dovuto al riprezzamento del premio di asset sicuro o del Qe, che verosimilmente riflette i timori circa la variante Delta. La banca statunitense aggiunge inoltre che l’emergenza pandemica unita al rischio di una politica Bce accomodante non dovrebbero apportare modifiche significative agli attuali livelli di rendimento del decennale tedesco.
Per C. Rieger di Commerzbank la sovraperformance dei Bund a lunga scadenza, l’appiattimento delle curve e l’ampliamento dei differenziali indicano come l’avversione al rischio resti il driver principale sul mercat.
Sui titoli di Stato Erste Asset Management si attende rendimenti bassi almeno fino all’inizio del 2022. È molto probabile infatti che le maggiori Banche Centrali continuino a immettere liquidità nel sistema nel prossimo futuro, sebbene ve ne siano alcune già orientate verso un primo taglio. Nello specifico la Fed attende risposte esaustive su occupazione e inflazione per poi avviare il tapering sul programma di emergenza pandemica.