Giornata tesa per il mercato obbligazionario. Le banche centrali, insieme agli investitori, auspicano maggiore chiarezza sui dazi, ma, almeno al di fuori degli Stati Uniti, probabilmente assumeranno un atteggiamento più accomodante di quanto inizialmente previsto, puntualizzano gli esperti. I rendimenti dei titoli di Stato italiani e gli altri titoli di Stato dell'Eurozona hanno perso terreno rispetto ai Bund, che hanno beneficiato della domanda di asset rifugio. Il Btp decennale ha sfiorato oggi il 4%, per poi ripiegare sotto il 3,9%. Lo spread ha superato 130 punti. Forti vendite sul Treasury Usa.
La Cina ha reagito agli ultimi dazi imposti dagli Stati Uniti annunciando una tariffa dell'84% su tutte le merci importate dagli Usa. A seguito della notizia, sottolinea Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, i mercati azionari europei hanno aumentato le perdite e sui mercati finanziari statunitensi sono scese le quotazioni di indici azionari, bond governativi e dollaro. Secondo l'analista, "i timori principali degli investitori sono sull'andamento dei rendimenti del Treasury a 10 anni e del dollaro Usa. Il rendimento del Treasury a 10 anni è considerato notevolmente da Scott Bessent, il Segretario al Dipartimento del Tesoro, che lo giudica come cartina di tornasole sull'efficacia delle politiche economiche dell'amministrazione Trump". Il costo di finanziamento del titolo decennale avanza di 6,5 punti base al 4,369%. "Altra grande preoccupazione è il dollaro che evidenzia dei movimenti come se fosse una valuta di un Paese emergente (con variazioni superiori al punto percentuale). Il crollo del dollaro aumenta anche l'impatto dei dazi sui Paesi colpiti", ha aggiunto Diodovich.