Prosegue al ribasso la corsa dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo, dopo la comunicazione della Bce sulla revisione di strategia della politica monetaria. Nello specifico il Bund tedesco scende di ben 5 punti a -0,34% – mai così basso nell’ultimo trimestre – mentre il differenziale Btp/Bund va oltre i 108 punti base.
Nel primo pomeriggio infatti l’Istituto Centrale ha dichiarato di puntare a un’inflazione del 2% su base simmetrica nel medio termine, così come previsto da H. Schmieding di Berenberg. L’economista ha infatti spiegato che un tale obiettivo è più facilmente comprensibile per i mercati e per gli investitori – piuttosto che un approccio mirato a mantenere l’inflazione al limite inferiore del 2% – nel perseguire la stabilità dei prezzi. Previsione corretta anche per E. Moya di OANDA, il quale aveva immaginato un approccio più aggressivo da parte della Bce al fine di sostenere l’economia in questo delicato momento. Nella conferenza seguente la presidente C. Lagarde – dopo aver annunciato cambiamenti nella comunicazione Bce – ha sottolineato che l’Istituto non sta adottando un target di inflazione media simile alla Fed, aggiungendo peraltro che il contesto economico attuale, aggravato dalle preoccupazioni circa la variante Delta, potrebbe implicare un periodo transitorio di inflazione al di sopra dell’obiettivo. Secondo gli esperti di Nomura J. Rochester e G. Buckley questo target inflazionistico statico con fasce di tolleranza sia la soluzione migliore nonché un ottimo driver per l’euro nel prossimo futuro.
Infine, è stato chiarito che ad affiancare i tassi d’interesse negli strumenti a disposizione della Banca Centrale vi saranno forward guidance, Quantitative Easing e Tltro.