Dopo che la Fed ha lasciato invariati i tassi d’interesse, i rendimenti dei Treasury americani sono cresciuti per poi ritracciare. Alle ore 16h50, il costo di finanziamento del bond decennale è al 4,27% e il biennale al 4,71%. In crescita anche i rendimenti del Btp decennale e dell’Oat decennale, rispettivamente rendono il 3,97% e il 3,19%, mentre rendimento del Bund decennale si muove in controtendenza e scende al 2,51%. Questo ha fatto lievitare lo spread Btp/Bund a 146,9 punti base e lo spread Oat/Bund a 67,2 punti base. Esaminando la composizione dei detentori di debito degli Oat, Morgan Stanley evidenzia che "l'elevata quota di detentori non residenti potrebbe creare pressioni di vendita in caso di politiche fiscalmente più allentate.”
Nella conferenza stampa di ieri, il numero uno della Fed Jerome Powell ha lasciato invariati i tassi d’interesse tra il 5,25% e il 5,50%, spiegando che l’inflazione si è notevolmente ridotta rispetto al suo picco, passando da oltre il 7% al 2,7%, ma rimane ancora troppo alta. Data un’attività economica sostenuta e un’inflazione ancora persistente, è previsto un solo taglio dei tassi entro la fine del 2024, e non più tre.
Sul fronte macro, si segnala il calo dell’indice dei prezzi alla produzione degli Usa di maggio che scende sotto lo zero a -0,2%, mentre si prevedeva un +0,1%. D’altro canto, le richieste settimanali alla disoccupazione sono aumentate di 242 mila unità, in aumento di 13 mila unità rispetto alla scorsa settimana e 17 mila unità sopra le aspettative.