I rendimenti dei titoli di Stato europei si muovono al rialzo. Il Bund decennale sale di 4 punti base, al 2,18%, il Btp a 10 anni si attesta al 3,53%. Lo spread Btp-Bund si restringe leggermente a 133 punti base.
Gli analisti ritengono improbabili variazioni significative sul mercato obbligazionario fino alla pubblicazione dei dati dell'inflazione di settembre da parte di Francia e Spagna, che offriranno un'indicazione importante sull'andamento dell'inflazione complessiva nell'Eurozona. Secondo le previsioni, questa potrebbe scendere al di sotto del target del 2% fissato dalla Bce. Tuttavia, resta incerta la traiettoria dei prezzi, in particolare quelli di fondo, influenzati dalla dinamica dei servizi.
Le aspettative sui tassi sono diventate centrali: attualmente, i mercati prezzano una probabilità del 62% di un taglio di 25 punti base già alla riunione di ottobre, con un percorso di riduzione graduale fino al 2025. HSBC prevede che la Bce ridurrà i tassi in modo costante da ottobre fino ad aprile 2025, quando il tasso di deposito potrebbe stabilizzarsi intorno al 2,25%.
Sul fronte macroeconomico, la Banca centrale svedese riduce il tasso di riferimento al 3,25%, aprendo la possibilità di ulteriori tagli. Intanto, in Francia, l'indice di fiducia dei consumatori cresce a 95 punti, battendo le aspettative degli economisti. Negli Stati Uniti, le richieste di mutuo ipotecario continuano a salire, registrando un aumento dell'11% nell'ultima settimana.
I mercati obbligazionari restano dunque focalizzati sull'inflazione e sulle decisioni delle banche centrali, con un occhio attento ai dati macroeconomici.