I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona continuano a trattare in rialzo, con il costo di finanziamento del Bund decennale che sale di 4 punti base al 2,44%. Lo spread Btp-Bund, al contrario, subisce un forte calo, scendendo verso 112 punti base.
L'economia dell'Eurozona ha concluso il 2024 in uno stato di fragilità, con livelli di attività in diminuzione e crolli dei nuovi ordini e dell'occupazione. Le pressioni inflazionistiche si sono intensificate, mentre le aspettative di crescita delle aziende per i prossimi dodici mesi sono rimaste deboli, nonostante siano migliorate al tasso maggiore in tre mesi.
Nel dettaglio l'Indice Hcob Pmi della Produzione Composita dell'Eurozona destagionalizzato, che consiste in una media ponderata del manifatturiero e del terziario, a dicembre si è di nuovo posizionato su un valore inferiore alla soglia dei 50 punti, segnalando il secondo mese consecutivo di contrazione dell'attività economica. Infine, dopo il primo calo in dieci mesi a 49,5 punti a novembre, a dicembre l'Indice Hcob Pmi dell'Attività Terziaria dell'Eurozona si è attestato a 51,6 punti, tornando a superare la soglia di non cambiamento dei 50 punti. La lettura indica una ripresa dell'attività terziaria, anche se moderata e più debole della media dell'indagine (52,6 punti).
"Alla conferenza stampa della Bce, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che l'inflazione nel terziario è ancora troppo alta. Per le politiche monetarie questo significa che, nel primo trimestre del 2025, la Banca centrale dovrebbe rimanere cauta e fare solo dei piccoli tagli dei tassi d'interesse", commenta Cyrus de la Rubia, Chief Economist di Hamburg Commercial Bank.