Lo spread Btp/Bund, in una seduta priva di dati macroeconomici significativi, ha chiuso in lieve contrazione a 115,009 punti base. Nelle settimane che precedono la prossima riunione della Bce, prevista per il 10 giugno, l'attenzione degli investitori rimarrà sulla comunicazione dell'Istituto di Francoforte. Non solo, perché alla riunione della Bce seguirà quella della Federal Reserve il giorno 16, due eventi cruciali per capire in che modo le banche centrali si comporteranno a proposito di inflazione e degli acquisti di asset. Diversi membri delle due istituzioni monetarie si sono già espressi a favore di una discussione più trasparente sul tema dell'inflazione e delle conseguenze che questa possa avere sulla strategia monetaria. In particolare, nelle previsioni pubblicate a marzo lo staff della Bce ipotizzava una inflazione all'1,5% nel 2021 e all'1,2% nel 2022. Questa traiettoria stride con le stime espresse dai mercati, che vedono un'inflazione all'1,75% in media nei prossimi 24 mesi.
A giudicare dalle ultime settimane, è probabile che le opinioni divergenti dei membri del board della Bce influenzino sia la volatilità nei mercati obbligazionari in generale che la performance di quelli periferici rispetto a quelli core. La scorsa settimana è stato un chiaro esempio, puntualizzano gli esperti. In assenza di accenni al tapering dai falchi della Bce, i rendimenti sono diminuiti leggermente come la volatilità. Se nelle prossime settimane i banchieri della Bce continueranno a sottolineare che l'attuale politica monetaria, soprattutto in termini di Pepp, deve rimanere in atto per sostenere l'inflazione nel medio/lungo termine, i rendimenti probabilmente scenderanno, nonostante il miglioramento dati nella zona euro.