La prima seduta settimanale assiste a una generale prudenza sul mercato dei bond dell’area Euro, con il rendimento del Bund tedesco in leggero ribasso a -0,31% e lo spread Btp/Bund in restrizione che gravita intorno ai 103 punti base.
Il notevole incremento della domanda di asset sicuri della scorsa settimana è stato dettato dall’incertezza relativa alla ripresa economica – con lo spettro della variante Delta in continua diffusione – nonché dalle previsioni di una politica accomodante prolungata da parte della Bce. La prossima riunione Bce prevista tra 10 giorni potrà fornire maggiori informazioni agli investitori.
Secondo E. Voelker di LBBW l’andamento del tasso di finanziamento del Bund – che settimana scorsa ha toccato il minimo dell’ultimo trimestre – suggerisce una posizione ribassista in virtù dell’interessante analisi costi-benefici associata al titolo. Sui differenziali dell’Eurozona intervengono invece A. Zaytseva e L. Testa di Morgan Stanley, spiegando che il rallentamento delle emissioni, la riduzione della necessità di finanziamento e un elevato ritmo di acquisti Bce dovrebbe mantenere gli spread su un trend positivo nei prossimi mesi.
Dall’analisi di MG si evince che nel primo semestre dell’anno corrente i Paesi europei hanno raggiunto quasi il 60% delle emissioni stimate, evidenziando peraltro che gli Stati con obiettivi inferiori sovente risultano più avanti nel programma.
Infine si sottolinea che un pool di banche è stato incaricato dall’Ue di collocare nuovi bond per due linee di emissione differenti: la prima a 10 anni riguarderà il Meccanismo Europeo di Stabilità per 5,25 mld di euro, mentre la seconda, concernente il fondo NextGenEU sarà a 20 anni per un valore complessivo di 10 mld di euro.