Le incertezze sulla ripresa economica – ostacolata nel suo cammino dalla rapida diffusione della variante Delta – si traducono un sentiment piuttosto prudente sul mercato obbligazionario dell’Eurozona, con gli investitori che si rifugiano nell’acquisto di titoli Sovrani. I tassi perciò sono ancora in calo, col Bund tedesco che scende a -0,43% e lo spread Btp/Bund che si allarga a 106 bp.
L’avversione al rischio che si osserva in queste settimane tuttavia non è destinata a durare ancora per molto, come sostiene C. Reicherter di DZ Bank. L’aumento dei contagi non riflette infatti un incremento dei ricoveri e questo secondo l’analista potrebbe favorire previsioni più ottimiste per gli investitori. Pertanto Reicherter si attende nei prossimi mesi un graduale aumento dei rendimenti sul decennale tedesco, congetturando un tasso pari a -0,20% intorno al mese di ottobre.
M. Holman di TwentyFour Asset Management asserisce che gli Istituti Centrali valuteranno un’estensione temporale delle proprie politiche accomodanti ogniqualvolta vi sia un calo nell’attività economica. Concordi anche A. Chordia ed E. Ferrari di Jp Morgan, sostenendo che ogni potenziale rischio al ribasso per le prospettive macro porterà la Bce a un acquisto più intenso di asset per fornire supporto agli spread dell’Eurozona.
Dalla riunione Fed di domani F. Rimeu di La Francaise AM non si aspetta significativi cambiamenti: spiega infatti che l’aumento dell’occupazione porterà a un messaggio cautamente ottimista, che non dimentichi però di considerare la perdurante emergenza pandemica. Il Fomc dunque dovrebbe continuare a discutere sul tapering durante l’estate, in attesa di maggiori dati prima di decidere un inasprimento delle condizioni finanziarie.