La seduta odierna sul mercato obbligazionario europeo rivela un sentiment piuttosto misurato in vista della riunione Fed di stasera, col rendimento del Bund a -0,24% e lo spread Btp/Bund stabile intorno a 102 punti base.
Per gli investitori sarà importante capire se vi sia la possibilità di un futuro tapering all’interno del programma di Qe statunitense. Si attendono peraltro chiarimenti circa la transitorietà o meno dei recenti segnali d’inflazione.
Un altro interrogativo riguarda l’inizio del prossimo ciclo di aumento dei tassi: se da un lato infatti vi è stata una diminuzione delle aspettative dei tassi a termine, dall’altro le aspettative di crescita della Fed sono rimaste fisse. Le stime – sostiene A. DeMeo, di Muzinich&Co – prevedono che il bilancio Fed dovrebbe salire a 9 trilioni di dollari entro il prossimo anno, stabilizzandosi fino al 2025. Secondo KBC invece i tassi ufficiali aumenteranno nel 2023 e con loro il rendimento dei Treasury, in virtù dell’attuale ripresa economica USA. Tuttavia aggiunge che – alla luce dei deludenti dati sull’occupazione – nella conferenza di oggi il presidente Fed dovrebbe frenare le previsioni ottimistiche.
B. Henseler, di DZ Bank, afferma che i rendimenti dei Bund – attualmente stabili – sono destinati a raggiungere il -0,20% nel prossimo trimestre. Nonostante l’allentamento delle restrizioni e l’ormai avviata ripresa economica, si aspetta che la Bce rimanga prudente, considerando l’ipotesi di tapering nell’orizzonte di 6-12 mesi al fine di evitare un forte aumento dei rendimenti. Sul punto interviene anche S. Oertmann, la quale asserisce che l’eurozona sta raggiungendo livelli di rendimento molto elevati, evidenziando il primato ottenuto dall’Italia nelle ultime settimane.