L’inizio di settimana vede un rialzo marginale dei titoli di Stato dell’area Euro, dopo che la Bce nella riunione di giovedì ha allontanato ogni timore su un probabile tapering nel quadro Pepp. Lo spread Btp/Bund sale leggermente intorno a 103 punti base.
Attualmente il rendimento del Bund tedesco risulta stabile a -0,27%: tuttavia – secondo A. Zaytseva e L. Testa di Morgan Stanley – nel medio termine è destinato a salire. Difatti l’ipotesi di una riduzione degli acquisti nel programma del Qe pandemico non è contemplata quantomeno nel breve termine, a causa del lento avvio dell’emissione obbligazionaria nel piano NextGenerationEU, della dinamica delle emissioni nette negative nonché dei fattori stagionali. Un aumento nelle emissioni nel piano NG EU è previsto non prima di settembre, quando la Bce valuterà l’attuazione del tapering.
Lasciatosi alle spalle l’incontro Bce il mercato ora attende la riunione della Fed in agenda mercoledì. Da un sondaggio Bloomberg pare che gli economisti si aspettino un rialzo dei tassi di interesse nel 2023, in virtù di una crescita – nonché un’inflazione – più veloce. Inoltre prevedono che una riduzione degli acquisti di bond avverrà non prima di settembre, in linea con quanto previsto per la Bce.
E. Voelker di LBBW pone l’attenzione sugli emittenti sovrani dell’Eurozona, evidenziando come il mercato USA insieme al mantenimento del ritmo di acquisti della Bce favoriscano tali Paesi. In particolare l’Italia la scorsa settimana ha raccolto oltre 10 mld di euro in una nuova emissione obbligazionaria sindacata a 10 anni, con una domanda superiore a 65 mld di euro. Tuttavia avverte che un sovvertimento della politica accomodante della Fed potrebbe influenzare negativamente anche l’area Euro.