Yield stabili in settimana. Da metà gennaio i rendimenti dei titoli di Stato Usa sono scesi di circa 60 bps, tornando in area 4,2-4,3% cioè i livelli che si osservavano a inizio novembre.
La discesa è stata più sensibile da metà febbraio in poi, sottolinea Mauro Valle, head of fixed income di Generali Asset Management, ovvero da quando il presidente americano, Donald Trump, ha cominciato ad annunciare, rinviare e modificare i dazi contro Canada, Messico e Cina, oltre che preannunciare misure tariffarie contro l'Unione europea.
Questa politica protezionistica ha aumentato l'incertezza degli investitori, che non sono in grado di valutarne l'impatto in termini di crescita economica e di inflazione. Negli ultimi giorni si sono accentuati i timori che il rallentamento economico possa essere sensibile, dopo trimestri di crescita economica sostenuta. I mercati sono passati da uno scenario Trump trade (tassi e mercati rialzo, con elevata spesa pubblica e basso impatto delle tariffe) a un quadro opposto, in cui Trump modifica lo scenario geopolitico, adotta politiche protezionistiche significative e taglia le spese statali.
"I mercati hanno riprezzato il rischio di recessione americana, facendo scendere i tassi e anche i risky assets, e anche le aspettative riguardo le prossime mosse della FED sono di nuovo cambiate: adesso il mercato si aspetta tre tagli entro la fine dell'anno", ha dichiarato Valle.
Btp a ridosso del 4% su scadenza decennale, con spread stabile sopra 110 punti.