I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona continuano a trattare in lieve rialzo, con il costo di finanziamento del Bund decennale che avanza di 1 punto base al 3,02%, mentre i prezzi del petrolio sono rimasti elevati in assenza di progressi significativi verso una risoluzione in Medio Oriente. Anche il Btp sale al 3,81%. "I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l'evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023", ha affermato il Governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta. "Riteniamo che l'inflazione dell'Eurozona supererà il 3% e che la crescita scenderà sotto lo 0,5%, anche nel caso di una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz a seguito di un accordo di pace. Tuttavia, se il transito nello Stretto dovesse rimanere fermo, saremmo inclini a sottrarre lo 0,1% dal Pil e ad aggiungere un ulteriore 0,1% all'inflazione per ogni settimana aggiuntiva di stallo", commenta Mark Dowding, Fixed Income Cio, Rbc BlueBay Am. Di conseguenza, anche in presenza di uno shock negativo per la crescita, "ci aspettiamo che la Bce dovrà alzare i tassi a giugno e settembre e che la Bank of England possa essere costretta a fare lo stesso, seppur con riluttanza", dichiara Dowding.
Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, il clima di fiducia delle imprese in Germania è peggiorato significativamente. (riproduzione riservata)