I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona crollano, dopo le news in merito alla riapertura dello stretto di Hormuz. Il costo di finanziamento del Bund decennale si porta sotto il 3%, e il Btp sotto il 3,7%. Bene anche il credito societario, grazie alla volata dell’azionario e alla nuova fase risk on.
" Dobbiamo essere pronti per ogni ipotesi perchè l'incertezza è senza precedenti, persino difficile da definire. La situazione potrebbe protrarsi nel tempo. Potrebbero emergere effetti secondari, non solo sull'energia ma anche su altri beni", ha affermato ai microfoni della Cnbc il membro francese della Bce, François Villeroy de Galhau. Il banchiere ha puntualizzato che l'Istituto di Francoforte si aspetta "un'inflazione più alta e una crescita più bassa. In tutti i vari scenari sie l'Eurozona sia l'economia francese dovrebbero evitare la recessione. Tuttavia è chiaro che si tratta di uno shock negativo dal lato dell'offerta". Sul fronte macroeconomico, il surplus delle partite correnti dell'Eurozona è sceso a 25 miliardi di euro a febbraio, rispetto ai 40 mld euro del mese precedente, secondo i dati della Bce. Il consenso degli economisti si aspettava una lettura pari a 29,8 mld euro. Nei 12 mesi fino a febbraio, il surplus delle partite correnti ha totalizzato 289 miliardi di euro, contro i 371 miliardi di euro dell'anno precedente.
Infine, l'Eurozona ha registrato un surplus commerciale di 11,5 miliardi di euro a febbraio, rispetto al deficit rivisto di 1 mld euro a gennaio, secondo i dati Eurostat. Il consenso degli economisti aveva previsto un avanzo di 11,7 mld euro. Le esportazioni di beni verso il resto del mondo sono diminuite del 6,7% su base annua a 232,4 miliardi di euro, mentre le importazioni sono scese del 2,2% a 220,9 miliardi di euro. (riproduzione riservata)