Dopo aver proseguito parecchi giorni in contrazione fino ad andare quasi sotto la soglia dei 100, nella seduta odierna il differenziale Btp/Bund inverte il senso di marcia e ritorna sui 102 punti base, nel giorno della pubblicazione del report sul mercato del lavoro statunitense.
A giugno sono stati creati 850 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, risultato nettamente superiore al consenso (600 mila), mentre nel settore privato si è registrato un aumento di 662 mila unità. Questi risultati tuttavia vengono controbilanciati dal deludente tasso di disoccupazione, salito al 5,9% contro il 5,7% atteso. Pantheon Macroeconomics sostiene che questi dati mostrano certamente un buon ritmo di crescita dell’occupazione ma non si evince ancora un chiaro segnale del ritorno alla forza lavoro. Secondo M. Hewson di CMC Markets invece il report rimane positivo, poiché alla luce di quanto emerso dall’indagine la Fed dovrebbe mantenere l’attuale politica monetaria almeno fino alla fine dell’anno corrente, prescindendo dalle dinamiche inflattive.
Sull’altra sponda dell’Atlantico si prevede invece un rallentamento del ritmo delle offerte programmate di titoli di Stato: saranno infatti soltanto tre Paesi ad andare in asta. Nello specifico, la prossima settimana l’Austria offrirà quasi 1,5 mld di euro di bond al 2026 e al 2031 e la Germania circa 600 milioni di euro di Bundei al 2033 e al 2046. L’Irlanda fornirà maggiori indicazioni il prossimo lunedì ma secondo S. Dutta di Citi anche in questo caso l’emissione si aggirerà intorno a 1,5 mld.
Sul mercato secondario interviene Candriam, asserendo che tra i principali rischi per l’outlook vi sarà un prossimo, incontrollato aumento dei rendimenti obbligazionari.