I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona scendono oggi, dopo i forti rialzi della scorsa settimana, con il costo di finanziamento del Bund decennale che si porta al 3,12%. In modo simile scendono i Btp e i Gilt inglesi, al 3,877% e 5,09%. Tensione sul T-Bond, appena sotto il 4,6%.
Simon Wiersma, Investment Manager di Ing, sottolinea che "non è stato fatto alcun progresso nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Ciò significa che lo Stretto di Hormuz è ormai praticamente chiuso da quasi tre mesi. Nessun petrolio o gas può essere trasportato dalla regione al resto del mondo". Questo, sottolinea l'esperto, "implica che i prezzi dell'energia resteranno elevati più a lungo di quanto previsto o sperato. Questi prezzi più alti stanno spingendo l'inflazione verso l'alto a livello globale. Non si tratta solo del prezzo della benzina o del gas, ma riguarda anche i prodotti agricoli e i servizi". "Una conseguenza logica è che il mercato sta prezzando aspettative di inflazione più elevate e i tassi di interesse stanno salendo. Il risultato? Prezzi obbligazionari più bassi e pressioni sulle valutazioni degli asset più rischiosi, incluse le azioni. In alcune regioni si può già parlare di un mini crash nel mercato obbligazionario. I mercati azionari, invece, fino alla scorsa settimana erano sostenuti da risultati trimestrali molto solidi. Ci si aspetta che questa dinamica possa cambiare rapidamente", conclude Wiersma.