I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano poco mossi, con ilcosto di finanziamento del Bund decennale che si attesta al 2,178% e il rendimento del Btp a 10 anni al 3,556%. Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury trattano in lieve rialzo, dopo il calo della scorsa settimana spinto da dati occupazionali inferiori alle aspettative. Il mercato guarda ai prossimi sviluppi sui tassi della Fed, con il dibattito ancora aperto su un possibile taglio di 25 o 50 punti base.
Il recente rapporto di Mario Draghi sulla competitività dell'Unione Europea evidenzia l'urgenza di una maggiore coordinazione nelle politiche industriali e negli investimenti. Senza una decisa svolta, avverte Draghi, l'UE rischia di perdere il suo ruolo di leader globale, soprattutto in un contesto di tensioni crescenti con Cina e Stati Uniti.
Sul fronte macro, i dati sulla fiducia degli investitori della zona euro confermano un calo a settembre, L'indice Sentix è sceso a -15,4 punti. Dal Giappone, il PIL per il secondo trimestre segna una crescita dello 0,7%, leggermente inferiore alle stime iniziali mentre In Cina, l'IPC annuale mostra un incremento dello 0,6%, leggermente al di sotto delle aspettative, evidenziando una domanda interna ancora debole.
Negli Stati Uniti, il mercato del lavoro mostra segni di raffreddamento senza però crollare, lasciando aperta la possibilità di un "soft landing" per l’economia. Il focus degli investitori si sposta ora sull'inflazione, attesa in calo al 2,6%, mentre, nell’Eurozona, si avvicina la decisione della BCE. Gli operatori sono pronti a reagire alle nuove proiezioni economiche che forniranno un quadro più chiaro delle percezioni sui rischi e delle previsioni future per l'inflazione e la crescita.