I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona registrano un marcato rialzo, con il Bund decennale al 2,44% (+4 pb) e il Btp decennale al 3,78% (+6pb). Lo spread tra i due titoli si allarga lievemente a 133 punti base. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury decennale cala al 4,40% mentre quello del biennale scende al 4,22%, in linea con un possibile taglio dei tassi di 25 pb.
L’attenzione degli investitori si concentra sugli esiti della riunione della Federal Reserve che dovrebbe procedere con un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base.
Secondo Tomasz Wieladek, Chief European Economist di T. Rowe Price, i rendimenti dei Bund potrebbero scendere se la BCE procederà con nuovi tagli dei tassi, in un contesto caratterizzato da rischi geopolitici e incertezza economica. Tuttavia, il contesto rimane incerto, alimentato da rischi geopolitici. La rielezione di Donald Trump accende timori sui dazi, con possibili ripercussioni negative sulla fiducia di consumatori e imprese nell’Eurozona. L’imposizione di tariffe alla Cina potrebbe inoltre accentuare pressioni disinflazionistiche, aumentando l’eccesso di offerta di beni cinesi sul mercato europeo. Wieladek avverte che l’attuale scenario comporta un’elevata volatilità per i mercati obbligazionari, con importanti sviluppi attesi nei prossimi mesi.
Sul fronte macro, la Bank of England riduce il tasso di riferimento al 4,75%, evidenziando progressi nella disinflazione, ma sottolinea le difficoltà del mercato del lavoro. Intanto, le vendite al dettaglio nell’Eurozona crescono dello 0,5% m/m a settembre, mentre la produzione industriale tedesca segna un calo del 2,5% m/m.
Negli USA, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione aumentano a 221.000 unità (+3.000).