I rendimenti dei titoli di Stato europei scendono in seguito ai deboli dati Pmi di settembre, segnalando un rallentamento dell'economia dell'Eurozona. Il Pmi composito scende sotto la soglia critica dei 50 punti, attestandosi a 48,9, evidenziando una contrazione economica. Il Bund decennale registra un calo di 3 punti base, portandosi al 2,18%. Anche il Btp italiano segue la tendenza, attestandosi al 3,53%, riflettendo le preoccupazioni su un'economia in rallentamento.
Il settore manifatturiero europeo continua a contrarsi per il diciottesimo mese consecutivo, con la produzione in calo al ritmo più veloce in un anno. Anche se il settore terziario risulta più solido, l'espansione è stata marginale e la più debole da febbraio. In questo contesto, le aspettative sugli interventi della BCE diventano sempre più rilevanti. Il calo delle pressioni inflazionistiche e il peggioramento del mercato del lavoro potrebbero indurre la BCE a riconsiderare la politica monetaria nelle prossime riunioni, con l’eventualità di nuovi tagli dei tassi a ottobre e dicembre.
Negli Stati Uniti, i dati odierni evidenziano un quadro contrastato: il Pmi servizi scende lievemente a 55,4 punti, pur restando in territorio espansivo, mentre il Pmi manifatturiero segna 47 punti, il valore più basso degli ultimi 15 mesi. Questo alimenta aspettative su possibili mosse della Fed per sostenere l’economia.
Nella prossima settimana, l’attenzione sarà rivolta ai dati sull'inflazione dell'Eurozona e al report sul mercato del lavoro statunitense, eventi chiave per determinare il sentiment sui mercati obbligazionari.