I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in rialzo controllato a metà seduta, con il costo di finanziamento del Bund decennale che sale di 4 punti base al 2,96%, in scia all'incremento dei prezzi del petrolio dopo le prime frizioni tra Usa e Iran a seguito della firma del memorandum d'intesa. Anche il Btp italiano sale di qualcosa rispetto a giovedì, così il Gilt inglese, stabile il T-bond Usa.
Nel frattempo, il Btp Italia Sì ha chiuso il quarto e penultimo giorno di collocamento superando gli 8 miliardi di euro di raccolta complessiva. Un dato leggermente inferiore rispetto agli 8,8 miliardi dello scorso anno anche se il confronto è ormai fuorviante perché al Btp Italia di maggio 2025 avevano preso parte anche gli investitori istituzionali, esclusi invece dal collocamento di questo nuovo titolo indicizzato all'inflazione, scrive MF.
Il numero che più di tutti desta attenzione è proprio quello della partecipazione all'emissione in corso, caratterizzata da una durata di cinque anni, tasso fisso dell'1,6% (oggi alla fine del collocamento il Mef comunicherà se sarà confermato), tasso variabile legato all'inflazione italiana Foi e premio fedeltà dello 0,6% per chi lo comprerà in fase di emissione e lo manterrà fino alla scadenza: 256 mila risparmiatori, con un ticket medio di 31.615 euro, per distacco il più basso delle ultime emissioni speciali. (riproduzione riservata)