L’inizio di settimana mostra un mercato obbligazionario piuttosto cauto, con i rendimenti dei titoli di stato dell’area Euro prevalentemente stabili. Il tasso di finanziamento del Bund tedesco sale leggermente a -0,20%, mentre lo spread Btp/Bund si restringe intorno a 110 punti base.
Nel pomeriggio la presidente della Bce Lagarde – nel suo discorso al Parlamento Europeo – ha descritto un miglioramento delle prospettive economiche che riflettono i miglioramenti della situazione sanitaria, prevedendo un’accelerazione dell’attività economica già in questo trimestre. Sull’inflazione invece ha ribadito che vi sarà una diminuzione agli inizi del 2022, col venir meno dei fattori temporanei.
A seguito dell’atteggiamento aggressivo mostrato dalla Fed nella riunione della scorsa settimana, Commerzbank evidenzia come i rendimenti dei Treasury – almeno nel lungo termine – stiano diminuendo a causa dell’abbandono di alcune strategie di reflazione. Secondo gli analisti, la maggiore probabilità di intervento della Fed per mitigare l’inflazione ha determinato una riduzione del rischio di aumento dei prezzi a lungo termine, appiattendo notevolmente la curva dei bond Usa.
Barclays pone invece l’attenzione sul vecchio continente, asserendo che gli Stati dell’eurozona abbiano completato oltre la metà delle emissioni lorde di obbligazioni previste nell’anno corrente: spiccano in particolare Irlanda, Portogallo e Grecia, che hanno raggiunto il 75% del proprio obiettivo. Ciò è stato possibile soprattutto grazie alla Bce, che a marzo annunciò un’accelerazione nel ritmo degli acquisti del Pepp per il successivo trimestre.