Il mercato obbligazionario assiste oggi a un consolidamento generale – dopo la volatilità scaturita dall’atteggiamento aggressivo della Fed – dei rendimenti dei titoli di Stato dell’area Euro, con il tasso di finanziamento del Bund tedesco che cala a -0,25% e lo spread Btp/Bund in rialzo a 112 punti base.
Nella conferenza di ieri i funzionari del Fomc hanno previsto un aumento dei tassi entro il 2023, in anticipo rispetto alle proiezioni di marzo. Secondo M. Kazmi di UBP, l’obiettivo dell’Istituto Centrale statunitense è colmare il gap tra il prezzo del Treasury e il mercato. Dunque si aspetta non solo che questo limiti il potenziale calo di rendimento dei titoli di Stato USA ma anche che i recenti minimi corrispondano all’estremo inferiore dell’intervallo dei rendimenti, destinati a salire nel prossimo futuro data la notevole crescita economica.
L. Rasmussen di Danske Bank evidenzia come la riapertura delle economie e l’inflazione siano stati fattori determinanti per la crescita a lungo termine dei rendimenti sul mercato obbligazionario globale. In particolare prevede un rialzo del Bund tedesco a -0,15% nel prossimo trimestre, che raggiungerà addirittura il +0,30% nel corso del 2022.
Sul programma NGEU interviene Metzler, asserendo che – alla luce del gran successo della prima emissione di inizio settimana – il margine di prezzo sarà più ampio nelle prossime offerte. La banca tedesca aggiunge inoltre che i titoli Ue sono una valida alternativa ai bond francesi: le future obbligazioni emesse dall’Unione nell’ambito del piano per la ripresa economica infatti incrementeranno visibilmente la propria liquidità, allontanando così le preoccupazioni degli investitori.