I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono oggi stabili, dopo un inizio in calo e una successiva inversione. Il costo di finanziamento del Bund decennale si attesta al 2,71%, il Btp decennale al 3,32%, tenta di sfondare senza successo il 4% il T-bond.
Dario Messi, Head of Fixed Income Analyst di Julius Baer sottolinea che i dazi incidono sui mercati obbligazionari attraverso tre variabili: in prima battuta sull'incertezza, che amplia il rischio e i premi a termine sui mercati dei Treasury statunitensi, in secondo luogo, sulle considerazioni di bilancio fiscale, dato il flusso di entrate ed in ultimo, sull'inflazione, che ridefinisce i percorsi attesi per i tassi di politica monetaria. Il mercato obbligazionario ha attraversato diverse fasi a causa di questi fattori.
Nell'aprile 2025, il dibattito era incentrato sull'incertezza politica dovuta all'andamento irregolare dei dazi, che ha causato un aumento del premio a termine a livelli che sono rimasti sostanzialmente invariati da allora. Successivamente, spiega l'esperto, c'è stata una fase di rivalutazione: «abbiamo appreso che le entrate derivanti dai dazi contribuiscono almeno a compensare parte dei tagli fiscali resi permanenti da Trump, attenuando l'impulso netto dell'offerta. Allo stesso tempo, sono emerse prove che l'impatto sull'inflazione era modesto e probabilmente temporaneo, mentre l'incertezza è diminuita in modo significativo man mano che i dettagli dell'attuazione sono diventati più chiari. I mercati hanno rivisto al ribasso gli scenari di inflazione peggiori e hanno ridotto la volatilità del percorso dei tassi». (riproduzione riservata)