Dopo la pubblicazione di importanti dati macro tedeschi, i rendimenti sul mercato obbligazionario europeo risultano abbastanza stabili, col Bund in particolare a quota -0,42% e lo spread Btp/Bund in lieve calo a 105 bp.
Nel mese corrente la crescita media dei prezzi al consumo in Germania è salita di un punto decimale rispetto a luglio, toccando così il 3,9%, esattamente quanto previsto da Unicredit. L’aumento dell’inflazione tedesca è una chiara conseguenza – sostengono da Ing – degli effetti di base dell’inversione dell’Iva, visibili soprattutto nell’incremento dei prezzi dell’energia e dei settori relativi al tempo libero e al turismo. Secondo C. Brzeski di Ing l’incremento dei prezzi degli input nonché della produzione in generale cui hanno dovuto far fronte le imprese in Germania è essenzialmente dovuto alle problematiche riscontrate nella supply chain.
Sul decennale tedesco e italiano interviene P. H. Christiansen di Danske Bank, congetturando differenziali più ristretti tra i due, sebbene la contrazione generale degli spread osservata la scorsa estate abbia già ridotto significativamente il gap tra Btp e Bund. Secondo lo strategist i fattori che ha maggiormente contribuito all’attuale soglia dei 100/105 bp sono indubbiamente le operazioni di QE effettuate dalla Bce, eliminando così il rischio di credito dal mercato: per questo motivo ritiene che un eventuale riduzione degli acquisti da parte dell’Istituto Centrale condurrebbe a un’inevitabile rivalutazione dei bond dell’Eurozona e del Btp in particolare.
Infine R. Guntermann di Commerzbank afferma che i rendimenti del Bund dovrebbero rimanere stabili nel corso della settimana in virtù del discorso del presidente Fed J. Powell a Jackson Hole lo scorso venerdì.