Sul mercato obbligazionario europeo si segnalano rendimenti stabili dopo la riunione Boe: il Bund tedesco si conserva sui 50 bp, mentre lo spread Btp/Bund è in contrazione a 102 bp.
La Boe ha annunciato che l’inasprimento della politica monetaria non è molto lontano, sebbene M. Beck di EY Item Club sostenga che la scelta sia prematura. L’economista spiega infatti che restano ancora molti dubbi sul futuro a causa della variante Delta e che ci vorrà tempo per valutare la persistenza o meno di un’inflazione più elevata. Il governo inglese inoltre dovrà studiare come agire al termine del programma di sostegno al mercato del lavoro in autunno. Alla luce di quanto asserito, Beck ritiene che la Boe aumenterà i tassi non prima del 2023.
Nonostante i numerosi macro-fattori, C. Iggo di AXA evidenzia come i rendimenti sui bond non stiano registrando un forte rialzo. Difatti dopo la crisi pandemica l’inflazione è in salita quasi dappertutto, la crescita economica è superiore al trend e le Banche centrali sono prossime alla fine delle politiche dei tassi di interesse a zero: eppure nessuna di queste ragioni finora ha stimolato l’incremento dei tassi di finanziamento visto a inizio anno.
La Germania riceve ottimi segnali dai dati macro: a giugno gli ordini al settore manifatturiero hanno registrato un aumento mensile del 4,1% e di oltre il 26% su base annuale, sorprendendo il consenso che si attendeva numeri molto più bassi. Gli ordini domestici sono invece saliti di quasi il 10% a livello mensile. Secondo R. Solveen di Commerzbank il notevole rialzo degli ordini tedeschi ha più che compensato il pesante calo dei mesi precedenti ma osserva che il forte rialzo degli ordini sembra ora frenata dalla carenza di prodotti intermedi.