Il mercato obbligazionario europeo nell’ultima seduta settimanale assorbe alcuni dati macro relativi a inflazione e PIL, che corregge in lieve ribasso i rendimenti. Il Bund tedesco in particolare scende a -0,44%, mentre lo spread Btp/Bund resta sui 107 bp.
Secondo l’indagine Eurostat, il PIL dell’area Euro ha registrato un aumento del 2% nel secondo trimestre del 2021, battendo le aspettative del consenso, che meno fiducioso prevedeva a +1,5%. Il graduale allentamento delle restrizioni – sostiene T. Parikh di Fitch Ratings – ha permesso il consolidamento della ripresa economica nel Vecchio Continente, favorendo il sentiment ottimista di imprese e consumatori: evidenzia infatti come le riaperture abbiano riportato le attività non essenziali ai medesimi livelli di vendite pre-Covid, senza dimenticare l’ottima crescista dei piani di investimento delle imprese. Secondo Parikh lo scioglimento delle restrizioni dovrebbe intensificarsi nel terzo trimestre sulla scia dell’efficiente campagna vaccinale, avvertendo tuttavia che la rapida diffusione della variante Delta potrebbe tarpare le ali a una crescita vigorosa delle economie.
Segnali incoraggianti anche dal tasso di disoccupazione che a giugno ha segnato il 7,7%, in calo rispetto a maggio (8%). Meno confortante il CPI dell’Eurozona, che si è salito al 2,2% nel mese corrente contro l’1,9% di giugno.
Un monito sui differenziali europei giunge da A. Bansal di Citi, il quale sottolinea che, nonostante l’intensità degli acquisti Bce nel quadro Pepp, gli Stati periferici abbiano sottoperformato rispetto a titoli core: ciò potrebbe essere dovuto alle prime ipotesi di un futuro tapering unitamente ad alcuni deludenti dati macro e alle situazioni politiche interne di alcuni Paesi.