Seduta tranquilla sull'obbligazionario dell'Eurozona dopo il recente rally dei rendimenti. Il Btp rende il 3,83%, in lieve rialzo rispetto a ieri, mentre lo spread cala leggermente. "Sebbene gli spread restino vicini ai minimi, vediamo ancora un valore residuo nei titoli di stato italiani grazie alla ricerca di rendimento e a un contesto macro più stabile rispetto al passato. La Bce più accomodante nel primo semestre 2025 e il miglioramento della percezione del quadro politico italiano possono aiutare la performance del Btp. Ci piacciono gli inflation linked, in particolare, Italia, Brasile, Messico e Sudafrica, dove i tassi reali restano elevati offrendo opportunità di protezione e rendimento", affermano Giovanni Brambilla, vicepresidente e responsabile Investimenti, e Fabio Caldato, portfolio manager di AcomeA Sgr.
Per gli esperti i titoli high yield in Europa e negli Usa offrono livelli di rendimento ancora interessanti, ma è cruciale essere selettivi, puntando su emittenti con fondamentali solidi, in quanto lo scenario macro potrebbe penalizzare aziende più vulnerabili.
La combinazione di fine QE, maggiore offerta di titoli e un ambito di tassi ancora elevati limita invece l'attrattiva dei Bund in un contesto di valutazioni che sembrano care. I rischi politici e fiscali in Francia restano un fattore chiave di pressione. L'aumento del deficit pubblico e l'assenza di riforme strutturali rendono gli Oat vulnerabili a un allargamento degli spread.