I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono oggi in forte calo, con il costo di finanziamento del Bund decennale che scende al 2,81% e il Btp va al 3,42%. Nel frattempo, l'obbligazionario statunitense ha ignorato le indiscrezioni di stampa in base alle quali la Cina avrebbe invitato le proprie banche a ridurre l'esposizione ai Treasury americani; anche qui i tassi «Le prospettive di una diversificazione estera lontano dai Treasury erano già sul radar del mercato da tempo, e di conseguenza non sorprende che la notizia abbia inciso per non più di 3-4 punti base sui tassi a 10 e 30 anni", commenta Ian Lyngen, responsabile della strategia sui tassi Usa di Bmo Capital Markets. Tornando all'Eurozona, sul fronte della politica monetaria, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha puntualizzato che un calo temporaneo dell'inflazione al di sotto dell'obiettivo difficilmente spingerà la Bce ad intervenire.
Dopo la forte performance del 2025, un anno caratterizzato da una compressione degli spread che ha interessato anche tutta la struttura del capitale delle società finanziarie europee, il mercato dei corporate bond di banche e assicurazioni entra nel 2026 con valutazioni impegnative, che riducono il margine di compressione aggiuntivo. Tuttavia, puntualizza David Benamou, Cio di Axiom Alternative Investments, se è vero che le aspettative di rendimento totale dovrebbero essere più moderate, il settore continua a offrire un profilo di rischio/rendimento superiore alla maggior parte delle società non finanziarie.» (riproduzione riservata)