Il mercato obbligazionario registra un aumento dei rendimenti sia in Europa che negli Stati Uniti. Il costo di finanziamento del Bund decennale sale di 2 punti base al 2,26% dopo i dati sull'inflazione Usa di settembre. Parallelamente, il rendimento del Btp decennale tratta in rialzo attestandosi al 3,56%, con lo spread tra i due titoli che rimane stabile a 129,9 punti.
I rendimenti dei Treasury americani continuano a muoversi sopra alla soglia psicologica del 4%, dopo un report sui non farm payroll più forte del previsto, con il biennale che tratta al 4,002% e il decennale al 4,073%,. L'inflazione USA si è attestata lievemente più alta del previsto: il dato headline segna un +0,2% su base mensile (+2,4% annuo) rispetto al consenso del +0,1%, mentre l’inflazione core registra +0,3% m/m (3,3% annuo). Questo dato potrebbe spingere la Fed a continuare il ciclo di taglio dei tassi in modo molto meno aggressivo rispetto a quanto preventivato.
Sul fronte macroeconomico, i dati odierni mostrano richieste settimanali di sussidi di disoccupazione in aumento a 258.000 unità, al di sopra delle attese (231.000).
Le aspettative di mercato si concentrano anche sui timori di una possibile recessione. Secondo Tim Crawmer, esperto di Payden & Rygel, una recessione porterebbe le banche centrali a ridurre i tassi in modo più deciso, con un conseguente calo dei rendimenti dei titoli di Stato globali. Tuttavia, come indicato dagli esperti, il calo dei rendimenti dei titoli di Stato globali potrebbe fornire un supporto per il credito investment grade, compensando eventuali perdite derivanti dall’allargamento degli spread.